CI VUOLE UNA COMUNITÀ PER STUPRARE UNA DONNA. SULL’ASSEMBLEA IN PROGRAMMA A PARMA.

Invitiamo collettivi, gruppi, singole-i a diffondere questo appello e a boicottare l’assemblea in programma a Parma.
Comunicato ( in pdf :NoiStiamoConClaudia.genn2018)

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CI VUOLE UNA COMUNITÀ PER STUPRARE UNA DONNA.
SULL’ASSEMBLEA IN PROGRAMMA A PARMA.

Nel settembre del 2010 in via Testi a Parma dentro la sede della RAF (rete antifascista) un numero
imprecisato di individui (da 4 a 6) ha preso parte attivamente e/o come spettatore ad uno stupro di
gruppo ai danni di una ragazza, che da poco aveva compiuto diciotto anni.
Lo stupro viene ripreso con un cellulare ed il video prodotto gira per molto tempo tra decine e
decine di persone fino a che nell’agosto del 2013 un ordigno rudimentale scoppia a pochi passi dalla
sede di Casa Pound a Parma e partono delle indagini che come prevedibile, vanno a colpire il
movimento anti-fascista e anarchico parmense e delle zone limitrofe.
Gli inquirenti a questo punto vengono a conoscenza di quel video, convocano la compagna in
questura e da lì Claudia si ritrova ad affrontare un processo mai voluto che si va a sommare alla già
precedente violenza. Cominciano a quel punto gli schieramenti. La rete antifascista parmense si
pronuncia immediatamente denunciando esclusivamente l’uso strumentale dei giornali per attaccare
le sedi dei compagni. Da allora attacchi sempre più espliciti si susseguono e il comportamento di
Claudia diviene oggetto di critiche e denigrazione. La accusano di essersi resa complice della
polizia nella loro manovra tesa a criminalizzare il movimento antifascista. Il Kas (collettivo
antisessista di Parma) mentre in pubblico condanna lo stupro, nella vita quotidiana impegna molte
delle sue energie per creare un clima di sospetto e diffidenza nei confronti di Claudia. Claudia si
trova sempre più isolata, molti spazi occupati la cacciano via quando prova ad andare alle iniziative
o ad un semplice concerto.
Tutto questo per molto tempo finché una rete di compagne solidali inizia con lei un percorso di
autosostegno e lotta, affrontando insieme tutte le udienze del processo. Da tante situazioni di lotta di
tutta Italia arrivano comunicati e prese di posizione chiare che condannano lo stupro senza se e
senza ma. Esce il già noto comunicato delle 4 crepe .
Ma l’atteggiamento delle suddette organizzazioni politiche non cambia anzi: 4 persone vengono
denunciate per minacce e inquinamento di prove. L’attività della nuova rete antifascista e del Kas
continua ad essere la stessa: cercare di delegittimare la parola di Claudia e delle compagne solidali
arrivando addirittura a girare per le assemblee degli spazi occupati per richiedere che fossero tutte
allontanate o considerate persone non gradite. Nessuno-a di loro si è mai presentato ad una udienza
in tribunale, usando il giochetto del tribunale borghese e delle infantilizzazione delle vittime.
Nessuno-a ha mai espresso solidarietà a Claudia.
Ora, dopo che il processo ai tre stupratori si è concluso, usano queste stesse parole per ripulirsi la
facciata e presentarsi con una nuova immagine organizzando a Parma una assemblea il 19 gennaio
sui temi della violenza maschile sulle donne. La firma è un po’ diversa, semplicemente “assemblea
antisessista” , mentre la Raf si trasforma in Rete Antifascista Parma 2.0. E’ inaccettabile lo
svolgimento di questa assemblea come è inaccettabile avallarla in alcun modo.
Noi stiamo con Claudia e in nessum modo ci renderemo complici del misero tentativo di ripulitura
di soggetti-e che, non solo non hanno mai preso posizione chiara su tutta la vicenda, ma che
nell’ombra hanno lavorato affinché una qualsiasi forma di solidarietà a Claudia non si venisse a
creare.
Noi stiamo con Claudia e chiediamo a tutti e tutte di boicottare questa assemblea e di esprimere
ancora una volta la nostra rabbia per una violenza che non finisce mai.
Una assemblea le cui organizzatrici-tori e sostenitori nulla hanno di differente con i processi
borghesi con cui si riempiono la bocca, essendo essi stessi complici di aver perpetuato una cultura
dello stupro fatta di processi ai comportamenti, isolamento, minacce e creazione di un clima
insicuro e ostile verso quella che chiamano la “vittima infantilizzata”, una teoria usata ad hoc in
questi anni per mettere lei sul banco degli imputati.
Non ci stupisce che le compagne che hanno lottato con Claudia non siano state interpellate, essendo
​considerate complici dello stato borghese. Molto meglio rimanere puri-e e lasciare da sola una
compagna stuprata in un contesto di movimento ad affrontare un processo da lei mai richiesto (tra
l’altro) perchè in fondo è una facile, un pò fuori di testa, inaffidabile, che in definitiva non ha le
stellette necessarie per essere accettata nel mondo dorato dei veri e delle vere antifascisti-e. Quello
che ci stupisce è come mai dei collettivi e delle soggettività che si definiscono femministe si
prestino a questo gioco e prendano parola per altre, dando voce a chi, invece di solidarizzare con
Claudia, l’ha di fatto processata e condannata. Invitiamo collettivi, gruppi, singole-i a diffondere
questo appello e a boicottare l’assemblea in programma a Parma.
#NOISTIAMOCONCLAUDIA

Comunicato in pdf :
NoiStiamoConClaudia.genn2018

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